I riso e amaro, compagnia teatrale filodrammatica che ha come finalità la pratica, la diffusione e la promozione dell’attività e della cultura teatrale, debutta a Pavia con il nuovo spettacolo “Velieri e Nord”, già presentato lo scorso marzo a Mortara dove ha riscontrato un notevole successo.
Velieri, fu il testo con cui mi diplomai nel ’92 al Laboratorio di Scrittura Drammaturgica della Civica Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano - racconta Marta Comeglio - fu poi riproposto, sempre con attori professionisti, nel ’95 a Mortara. Nord, invece, lo scrissi nel ’93.
Velieri è il risultato di un mio grande sogno che risale all’infanzia: quando guardavo dalle finestre della mia casa desideravo vedere il mare, ma solo un'immensa e umida paura si stendeva davanti ai miei occhi. Una pianura che non accettavo pienamente e che non corrispondeva alle mie variazioni di umore. Ora ho imparato ad amarla e l’amore che nasce dall’odio è sempre il più forte… perché l’acqua a cui io anelavo in realtà esiste, è presente, nella stagnante compostezza delle risaie, nell’impalpabile delicatezza della nebbia. Acqua, acqua che scorre e porta fino a noi i velieri, i grandi mercanti di sogni, “trasognanti fiumi di magiche finzioni per nulla addormentate”.
Una girandola di personaggi abita questa terra: Delfino Zordàn, una figura maniacale prettamente lomellina, “nata nell’abisso della risaia”, conosciuta da tutti ma sola, unica, irripetibile. Barricata dietro il muro di una casa adiacente la ferrovia, quindi una vita scandita da fischi interminabili ed infiniti. Poi c’è Lara Casanova, “naufraga d’amore, forse, più che d’un uomo, innamorata della sua stessa immagine. Due giovani, Andrea e Pietro, attratti da letture “on the road” che narrano di province non così lontane, concretizzano il loro sogno adolescente con la costruzione di una barca che mai potrà salpare. Concludono e forse definiscono esattamente questo mondo eterogeneo, Amelia e Pasquale: lei una tipica donna da “pais” un po’ stralunata, lui un suonatore ambulante di fisarmonica che suona solo per amore del suo strumento nel ricordo di una donna che ha amato in passato.
In Nord – continua Comeglio - è un viale alberato che vive la sua trasformazione dall’inverno alla primavera, a fare da sfondo allo sfiorarsi di cinque vite, di cinque personaggi, impegnati a scontrarsi con il limite dei propri sogni, con il nord nella geografia dei propri sentimenti.
La felicità può essere a portata di mano ma l’uomo, impaurito dal rischio della sofferenza e del dolore, cristallizzato nelle proprie manie, si costruisce un limite oltre il quale è meglio non avventurarsi, oltre il quale i due opposti si incontrerebbero e mostrerebbero la loro effimera disuguaglianza. |