“Immaginare un linguaggio” è ciò che ci piacerebbe fare, per dirla col grande Wittgenstein.
Se infatti rappresentare, immaginare hanno a che fare, come dimostrano le parole, con la “visione” che cosa di meglio di una rassegna estiva viva, varia, il più possibile intelligente, che, ancora una volta l'etimo, sta cioè dentro alle cose, per vivificare l'estate a Pavia?
Il Comune di Pavia, settore cultura, turismo e promozione della città, la Provincia di Pavia settore beni e attività culturali, la Regione Lombardia, CIE Attività Culturali e l'associazione cinematografica riconosciuta dal ministero Cinetica Film Club presentano la rassegna cinematografica estiva: DEPARTURES: il cinema tra seduzione ed inganno, 31 film all'aperto per cinema sotto le stelle 2010, una rassegna a cura diRoberto Figazzolo.
L'iniziativa che prenderà il via (presso il Chiostro dell'Istituto Vittadini, via Volta 31 a Pavia) martedì 29 giugno con il film di Paolo Virzì La prima cosa bella, intende recuperare per un pubblico attento e consapevole molte delle prime visioni importanti, che non hanno purtroppo trovato spazio nella consueta programmazione cinematografica commerciale in città.
Ed è proprio il tema della rassegna, il viaggio, le “partenze” coniugato alla sempre viva seduzione, al costante e ricercato inganno, che si accompagna alla visione di ogni buon film, ad indicare la via, il modo scelto per raccontare questa storia.
Ma Departures è anche il titolo di uno dei film proposti, vincitore, tra l'altro, dell'Oscar come Miglior Film Straniero del 2009. E al suo centro sono le “dipartite”, più che gli spostamenti. Il “Viaggio” piuttosto che “i viaggi”.
Non dimentichiamo poi che l'attraversamento di spazio, di tempo, l'incontro, le relazioni sociali e personali, costituiscono il nostro vero viaggio su questa terra, ecco dunque film come La prima cosa bella, uno dei successi italiani più importanti dell'anno, ma ancora inedito a Pavia, se si esclude una sola proiezione in rassegna a INDIE 14.
Tra tragedie compassionevoli (Shutter Island, Amabili resti, Welcome) ed umorismo grottesco (Il concerto, Soul Kitchen, Capitalism a love story), rinascite spirituali (Avatar, Lourdes) e superamento delle convenzioni sociali (Mine vaganti, Alice in Wonderland) il programma di Departures offre anche alcune chicche assolute come gli ultimi film di Alain Resnais Gli amori folli e di Ken Loach Il mio amico Eric, due metaforici viaggi anche questi nel caos assurdo delle nostre esistenze, e tra l'altro con la caratteristica di non essere mai stati mostrati nemmeno in rassegna in città.
Una particolare attenzione infine è stata mostrata nei confronti di un cinema più appartato, colto e raffinato, che non rinunci a parlare di temi importanti, da sempre in testa alle classifiche di gradimento per l'attento quanto consapevole e cinefilo pubblico estivo cittadino: film come il tunisino Il canto delle spose, con la sua vicenda di amicizia femminile e tradita dalla Storia degli uomini o l'italiano L'uomo che verrà, con il dramma personale di una bambina, che si ibrida di quello generale della guerra, rispondono proprio a questa esigenza.
Come si vede un programma ampio, vasto, variegato, che conferma lo stato di ottima salute di un medium, quello cinematografico, che non rinuncia a dire la sua in ogni campo e su ogni tema, psicologico, politico, economico o sociale che sia. Evidentemente Ludwig Wittgenstein ha ancora ragione, ed il suo motto: “Non pensare, guarda!” può diventare quello di questa, lo speriamo davvero, interessante quanto coinvolgente iniziativa.
Buone visioni, da un irriducibile “visionario” |