Ovvero “Cerchiamo di capirci”. È intitolato così quello che l’Assessore alla Cultura del Comune di Pavia ha definito come un vero e proprio “corso” di dialetto pavese.
“Un progetto – ha commentato Gian Marco Centinaio – che ci ha presentato il Circolo Culturale Pavese “Il Regisole”e che tutti i componenti della Giunta sono stati ben felici di approvare, perché sposa pienamente l’intento della nostra Amministrazione di valorizzare le nostre tradizioni e la nostra “Pavesità”, è qualcosa che riporta il passato al presente e, speriamo, anche nel futuro perché il nostro dialetto merita di essere salvaguardato nel tempo”.
Da domani, dunque, prenderà il via una serie di “lezioni” per riscoprire quella che è la “nostra lingua”.
“Saranno otto incontri – ha spiegato Giovanni Segagni, Presidente del Circolo “Il Regisole” – che più che seguire un programma di massima, lasceranno spazio alle parole dei partecipanti, che porteranno così il proprio contributo. Dai confronti fra significati, pronunce e modi di scrivere si indagherà nel vernacolo per riscoprirne le origini e i cambiamenti nel tempo, dal ‘700 ai giorni nostri. Il nostro dialetto è una lingua che, prima a solo uso e consumo dei letterati pavesi è poi ritornata al popolo e lì rimasta confinata senza vere e proprie regole grammaticali. È stata a lungo tempo trascurata, dopo la Seconda Guerra Mondiale addirittura proibita nelle scuole, ed ore rischia di essere dimenticata”.
Nessuna delle nuove generazioni, in effetti, parla (e forse nemmeno capisce) il nostro dialetto e la nostra caratteristica “a” chiusa si sta perdendo…
Il Regisole da tempo combatte per salvaguardare il dialetto dall’oblio. Angelo Stella, suo fondatore, prima, e Virginio Inzaghi, poi, avevano già cercato a loro tempo di creare un gruppo di appassionati insieme ai quali definire le regole grammaticali e fonetiche del “Pavese”, che di già tanti dizionari è stato protagonista. Tanti sono i termini ormai desueti, molte le variazioni nella terminologia anche solo da una sponda all’altra del nostro fiume. Chissà che questa iniziativa non possa dare nuova linfa a quel progetto originale...
Lo si potrà scoprire già nel corso dell’ultimo appuntamento, il 9°: un extra per riassumere quanto studiato nell’ambito dei precedenti attraverso un piccolo “compito in classe”, che potrà essere una traduzione o la stesura in versi o in prosa di qualche pensiero.
Data la scelta dell’orario (dalle 15.30 alle 17.00), saranno davvero pochi i giovani che, se pur interessati, potranno partecipare agli incontri, ma se l’iniziativa risultasse gradita ai pavesi, gli organizzatori hanno già pensato di valutarne una nuova edizione che possa accontentare tutti… |