INTRODUZIONE
1. LA STATISTICA Del MIB30
2. STAGIONALITA' GIORNALIERA.
3. STAGIONALITA' MENSILE
EFFETTO FINE MESE.
Vengono analizzati alcuni aspetti della stagionalita' dei mercati
finanziari Italiani, prendendo in considerazione solo quelle componenti
artificiali, ovvero la stagionalita' imposta dai comportamenti umani in
funzione di convenzioni, usi e costumi. Viene volutamente tralasciata la
stagionalita' classica (astronomica, atmosferica) in quanto si crede che
quest'ultima abbia un impatto solo sui mercati delle commodities, da cui
e' esclusa l'Italia.
Iniziamo con un po' di analisi di base dell'indice MIB30 della borsa
Italiana, nel periodo che va dal 17-Mag-93 al 9-Giu-98. Sono utilizzati i
rendimenti giornalieri riferiti alla chiusura dell'indice.
Periodo : 17-Mag-93 09-Giu-98
Media : 0.0919 %
Dev. Standard : 1.4212 %
ACF(1) : 0.0627 Bartlet Test 5% [0.0559]
Da un primo esame siamo in presenza di un significativo livello di
autocorrelazione del primo termine, ovvero il rendimento di oggi sembra
avere valore previsionale su quello di domani, in quanto secondo il test
di Bartlet il valore e' significativo al 95% di confidenza. Prendendo in
modo incondizionato questo valore, sembra che la miglior previsione sulla
direzione del mercato di domani sia che esso ripeta cio' che e' accaduto
oggi, dando spazio a tentativi di previsione mutuati dall'Analisi Tecnica.
In realta' verso la fine del 1994 in Italia fu introdotto il primo futures
azionario, il FIB30, contratto a termine sull'indice in esame. E'
probabile che l'introduzione di uno strumento speculativo abbia modificato
la struttura del mercato, cosi' ripeteremo l'analisi di autocorrelazione
spezzando in due periodi il perido totale.
Periodo : 17-Mag-93 30-Dic-94
ACF(1) : 0.1436 Bartlet Test 5% [0.119]
Periodo : 30-Dic-94 09-Giu-98
ACF(1) : 0.0238 Bartlet Test 5% [0.066]
Come si puo' vedere, mentre nel primo periodo l'autocorrelazione del primo
termine e' altamente significativa, nel secondo essa non lo e' piu',
permettendoci di considerare la serie storica di tipo casuale, almeno da
questo aspetto: ovvero la strategia precedente non ha piu' nessuna
possibilita' di funzionare.
Una possibile spiegazione di questo mutamento strutturale e' che
l'introduzione del futures ha permesso di cogliere questa anomalia, dati i
bassi costi di intermediazione, che rendevano impossibile precedentemente
l'uso in quanto i costi di compravendita di azioni sono decisamente piu'
alti. Ma probabilmente i motivi sono piu' di uno, e non molto evidenti.
I comportamenti dei mercati finanziari sono generalmente, in un modo o
nell'altro, influenzati dal giorno della settimana in cui si opera: il
concetto di settimana, introdotto dall'uomo in modo simile in tutto il
mondo, impone comportamenti omogenei ovunque. In piu' la presenza del
week-end, comporta che vi sia una possibile anomalia nel rendimento del
Lunedi', relativo al Venerdi' precedente.
Riferendoci al solo periodo *efficiente*, ovvero dal 30-Dic 94 al
9-Giu-98, ripeteremo le misure, ma relativamente ad ogni giorno della
settimana.
Giorno Rendimento % Dev. Standard %
Lun -0.038 1.63
Mar 0.290 1.38
Mer 0.073 1.36
Gio 0.108 1.20
Ven 0.115 1.32
Come si puo' notare, il Lunedi' e' l'unico giorno in cui il rendimento
medio sia negativo, ed e' necessario tenere conto che il periodo di
analisi ha visto una crescita dell'indice di oltre il 200 %.
Ripetiamo ora le misure di autocorrelazione del primo termine:
Lun-Ven 0.32
Mar-Lun -0.13
Mer-Mar -0.16
Gio-Mer -0.02
Ven-Gio 0.14
Bartelet Test 5% [0.149]
Come si puo' vedere la relazione (positiva) Lunedi'-Venerdi' e' altamemte
significativa, mentre entra nel livello di confidenza del 95 % anche la
relazione, sempre positiva, Mercoledi'-Martedi'. La relazione inversa
Martedi'-Lunedi' e' al limite della significativita' del 95 %.
Una relazione di questo tipo e' classica per i mercati azionari
occidentali, essendo tipica pure del mercato americano da diverso tempo, e
cosa piu' importante, sembra essere stabile. Prenderemo in considerazione
solo la relazione Lunedi'-Venerdi' essendo quella piu' forte: in pratica
il mercato ha la tendenza a ripetere il Lunedi' il comportamento del
Venerdi' precedente; da tenere in considerazione il fatto che l'analisi e'
sulla magnitudine dei rendimenti, cosi' aprire posizioni lunghe il
Venerdi' sera se vi e'stato un buon rialzo in giornata, comportera' che i
rischi di avere rendimenti negativi ampi il Lunedi' siano sempre piu'
bassi.
In questo caso dovremo riferirci, per ragione di lunghezza di serie
storica, ai dati relativi all'Indice Comit Storico, pubblicato dalla BCI
ogni giorno sul Sole 24 Ore, partente dal Gennaio del 1973.
Ci riferiremo ai rendimenti mensili, cercando di verificare i numerosi
luoghi comuni che vogliono la Borsa crescente o calante, in media, in
alcuni mesi dell'anno.
Mese Rendimento % Dev. Standard %
Gen 6.55 7.14
Feb 3.16 6.41
Mar 2.24 8.05
Apr 1.26 5.43
Mag -0.40 5.51
Giu -1.44 8.06
Lul 0.51 7.30
Ago 1.65 7.28
Set -0.77 7.32
Ott -0.77 9.17
Nov -0.63 5.22
Dic 0.84 4.75
Si puo' notare che pure in Italia il January-Effect funziona, essendo il
mese di Gennaio quello con il rendimento medio piu' alto. Anche il luogo
comune di allontanarsi dal nostro mercato nel mese di Maggio ha una sua
validita' (meglio in Aprile). E' interessante notare che, da un punto di
vista statistico, la quasi totalita' del rendimento annuo del nostro
mercato azionario si e' espressa nei primi 4 mesi nell'anno; una
semplicissima strategia di stare investiti sull'indice da Gennaio ad
Aprile per poi passare ad investimenti alternativi (bonds) sarebbe stata
premiante sia dal punto di vista del rendimento che -importantissimo- dal
rischio sopportato dall'investitore.
I titoli azionari di tutto il mondo sembrano offrire, in modo consistente, rendimenti piu' elevati
della media nel periodo che va dall'ultimo giorno del mese fino al quarto giorno del mese
successivo. Analisi svolte negli USA su 65 anni di dati, mostrano che questo effetto e'
decisamente riproducibile, e piu' marcato sui titoli a larga capitalizzazione. Si suppone che
la cosa dipenda da convenzioni relative al pagamento di stipendi, interessi, ed acquisti da
parte di fondi pensione.
Non e' possibile una analisi esaustiva sull'Indice Comit Storico, in quanto prima della
trattazione a contanti della Borsa Italiana, vi era una anomalia (tutta italiana) di salita delle
quotazioni il primo giorno del mese, dovuto alla liquidazione. Una semplice analisi condotta sul MIB30 dalla meta' del 95 al Dicembre del 98 dimostra che, acquistando l'indice il penultimo giorno (di borsa aperta) del mese, e chiudendo la posozione il quarto giorno del mese successivo, il guadagno, ogni mese, e' quantificabile in circa 1.5%.
Giugno 1998
Lorenzo V. ik2hlb@venus.it>
© 1998